Generazione Ddi: crisi sociale ed educativa?

Da lunedì, in Puglia, circa 500 mila studenti sono ritornati alla didattica online per via dell’ordinanza, emessa dal Presidente delle Regione Puglia, che estende al 100% della popolazione scolastica la didattica digitale integrata.

Non volendo entrare nel merito della polemica sollevata da alcuni genitori circa la chiusura alquanto anomala, in zona gialla, delle scuole e non entrando ancora più nel merito delle motivazioni della stessa ordinanza (vaccinare tutto il personale scolastico è impossibile sino al 5 marzo), ci siamo chiesti dopo quasi un anno dal primo lockdown nazionale come stanno psicologicamente i bambini ed i ragazzi.

Già a fine novembre, l’allarme sui rischi psicologici e i deficit formativi legati all’isolamento e alla chiusura delle scuole era stato lanciato dal Congresso Straordinario della Società Italiana di Pediatria. Sono passati altri tre mesi e la situazione non è cambiata molto: la scuola primaria e secondaria di primo grado è rientrata per qualche mese in presenza, a saltelli la secondaria. Il forte dubbio ora è che alla crisi sanitaria ed economica che il nostro Paese sta affrontando si possa affiancare una crisi sociale ed educativa.

Come stanno, dunque, i bambini ed i ragazzi? Cosa pesa più di tutto in questa situazione? E cosa ne pensa un medico dell’ipotesi del nuovo Governo Draghi di prolungare la scuola fino a fine giugno per “Recuperare il tempo perso”.

Lo abbiamo chiesto al dott. Gianfranco Fusilli, pediatra di libera scelta della provincia di Taranto.

Immagini: Ida De Carolis, pixabay.com; pexels.com Montaggio: IdaDeCarolis

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